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13/10/2011 23:50:56
Angels beffati allo scadere

PAFFONI OMEGNA – ANGELS SANTARCANGELO 84-82
 
OMEGNA: Bertolazzi 4 (0/1, 1/3), Saccaggi 11 (1/2, 3/5), Raspino 7 (2/4, 0/3), Masciadri 11 (4/7, 1/2), Casadei 13 (2/3, 0/3), Prelazzi 16 (8/15, 0/1), Picazio 11 (2/4, 1/2), Paci 4 (2/3), Touré 7 (2/3, 1/1), Scomparin ne. Di Lorenzo.
ANGELS: Rivali 10 (4/6), Bonaiuti 12 (2/5, 2/3), Bedetti 12 (5/8, 0/1), Broglia 14 (5/9, 1/2), Ancellotti 10 (5/8), Pesaresi 3 (0/2, 1/5), Palermo 13 (1/4, 3/5), Silimbani 8 (2/6, 1/3), Italiano, Rinaldi ne. All.: Padovano.
 
Arbitri: Ceratto di Castellazzo Bormida (Al) e Brindisi di Torino.
PARZIALI: 16-17, 42-33, 63-61.
Tiri liberi: Omegna 17/20, Angels 10/13.
Note: tiri da tre Omegna 7/20, Angels 8/19. Rimbalzi Omegna 29 (Prelazzi 10), Angels 34 (Rivali 9). Assist Omegna 23 (Bertolazzi 5), Angels 4 (Bonaiuti 3).
 
 
La fredda cronaca. Dopo un saliscendi durato 40 tiratissimi minuti, dopo che per una marea di volte la Paffoni Omegna ha provato ad allungare e a produrre il break decisivo, gli Angels si rifanno sotto. Per l’ennesima volta recuperano uno svantaggio importante e dal 79-71 (due liberi di Raspino) si portano a un possesso di distanza con la bomba centrale di Bonaiuti (80-77 a -1’20”). Qui il pensiero a combinare lo scherzetto lo si fa, eccome se lo si fa… I sessanta secondi finali sono da batticuore e gli ultimi trenta, nello specifico, rischiano di far saltare le coronarie a chiunque… Capitan Rivali non trema dalla lunetta (c’erano dubbi?) e con il 2/2 a -20” riavvicina ulteriormente i nostri (80-79). C’è da spendere un fallo, che però gli Angels tardano parecchio a commettere. Finalmente, con palla in mano a Casadei, ecco la penalità. È la quinta di Giorgio Broglia, ma tant’è, agli sgoccioli di una gara del genere non si può andare troppo per il sottile… I secondi al termine sono solo 8, Casadei va col 2/2 (82-79) e coach Padovano chiama giustamente time-out per avanzare la palla e organizzare l’ultimo attacco. La rimessa è nelle mani di Eugenio Rivali… La difesa della Paffoni accerchia come una muta di segugi prima Bonaiuti e poi Pesaresi, che erano saliti per ricevere, e allora il Capitano va con un bersaglio lontano, quel Matteo Palermo che è liberissimo, ma nell’angolo opposto… La traiettoria della palla è perfetta, Palermo può ricevere, alzarsi da tre punti e schiaffeggiare la retina col suo tiro… Pareggio, incredibile pareggio… Ma non è finita, perché Omegna ha ancora, con 5 secondi a disposizione, la palla per vincerla, questa benedetta/maledetta partita. L’istruzione dello staff tecnico è, comprensibilmente, cambiare su tutti i blocchi. Compito eseguito, ma Saccaggi riesce comunque ad avere lo spazio per un palleggio, arresto e tiro… Con le mani in faccia… E con la palla che va dentro. E dire che ancora non sarebbe finita, perché a Pesaresi è rimasto il tiro della disperazione, un triplone da oltre metà campo che prende in pieno il ferro ed esce. Game over, ma il colpo di fortuna finale sarebbe stato meritato.
 
Il resto… Contenti della partita o arrabbiati per il risultato? La seconda, la seconda… A qualche minuto dalla sirena finale prevale la rabbia per una gara che è stata giocata fino in fondo al cospetto di un gruppo di altissima qualità come quello della Paffoni. C’è poco tempo per sbollire, ma nelle considerazioni finali ci va anche il sincero applauso del pubblico locale per gli Angels e per uno spettacolo che non è certo mancato. Una grande partita non è bastata per battere Omegna, ma questa è Dna, signori.
 
Anche l’inizio dell’incontro è stato tirato, con Masciadri e Prelazzi sotto canestro a far male per i padroni di casa, Rivali e Bedetti a incunearsi nelle maglie della difesa Paffoni per gli Angels (6-6 al 3’). Sei punti di Bedo valgono il vantaggio esterno al 7’ (8-10), ma non c’è spazio per break importanti, visto che alla tripla di Palermo risponde subito Picazio dalla lunetta (16-17 al 10’). Santarcangelo riesce a giocarsela bene, recupera palloni, applica una buona pressione e sorprende per larghi tratti della partita i locali. Qualche strappo però i piemontesi provano a darlo e la prima volta arriva quando si accende proprio Saccaggi, che con due canestri dalla lunga distanza è l’anima del 12-0 che porta il match sul 26-17 del 14’. Touré schiaccia il +11 e mette addirittura il +14, Saccaggi va col +16 (40-24 al 17’), gli Angels però reagiscono e cominciano a scalare la montagna. Prima con Broglia, Silimbani e Bedetti in chiusura di primo tempo (42-33 al 20’), poi con un avvio al fulmicotone della ripresa. Quando Rivali ne mette due al 22’, alzando gli occhi a tabellone si può leggere 42-40, il che vuol dire un parzialone esterno di 2-16. Non malissimo in casa di Omegna…
 
La partita torna sui binari dell’equilibrio, ma un canestro più libero aggiuntivo di Casadei e una schiacciata di Franco Prelazzi rilanciano ancor una volta le ambizioni Fulgor (51-42 al 24’). Di parziale in parziale, con gli Angels a dover trovare in fondo ai muscoli e all’anima la forza di ritirare su la partita per l’ennesima volta. Impossibile tornare ancora una volta a contatto? No, non è impossibile, anzi. Altro parziale, questa volta è uno 0-10 esterno, ed ecco che la tripla di Matteo Palermo al 26’ vale addirittura il sorpasso sul 51-52. Il destino di questa gara però è che vada punto a punto solo nel finale. Masciadri dall’arco alimenta la voglia di Omegna, Picazio da sotto va col 63-54 al 29’, Palermo però recupera in chiusura di terzo parziale (63-61 al 30’). Punteggio schizofrenico e match da mal di testa… Nel quarto periodo la Paffoni si mantiene sui 5-6 punti di margine, fino a che due liberi di Raspino al 38’ non siglano il 79-71. A questo punto sembrerebbe veramente finita ma i gialloblu non hanno sette vite come i gatti, ne hanno infinite, come gli angeli… Silimbani accarezza la retina con la tripla dall’angolo, Bonaiuti mette un’altra bomba, quella del -3 a -1’20”. Il resto lo avete già letto…
 
 

   
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