Per una "piccola società" come gli Angels Santarcangelo è un vero onore poter disporre di un tecnico come Paolo Carasso. Qualcuno si domanderà come abbiamo fatto a "convincere" Paolo ad accettare il nostro progetto. In verità è stato piuttosto semplice: i suoi sogni coincidevano coi nostri.
Per lui come per noi la pallacanestro è una disciplina da amare, che deve servire come strumento di crescita non solo sportiva ma soprattutto umana. Lui come noi sogna una "prima squadra" costituita interamente da ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile. Il lavoro in palestra è il suo credo, un mezzo per per far diventare i nostri ragazzi prima di tutto delle persone rispettose dei compagni e degli avversari, ultimo ma non ultimo "Giocatori di Pallacanestro". Atleti, non necessariamente dei fenomeni, sempre e comunque giocatori.
A Santarcangelo di Romagna e nel nostro circondario i ragazzi c'erano e ci sono:forse mancavano soltanto gli input giusti per far comprendere l’importanza del lavoro in palestra, mancava solo la miccia che accendesse il fuoco che questo sport fantastico può accendere nel cuore di ogni nostro ragazzo. Paolo Carasso sa offrire questi input, e avendo le stesse nostre idee sul modo di concepire un settore giovanile di una società di basket, ha accettato i nostri programmi tralasciando anche progetti di club ben più blasonati degli Angels.
Sono certo che nemmeno lui pensasse che dopo pochi anni di lavoro avremmo generato uno sviluppo esaltante come quello che stiamo vivendo nella nostra società: e questo è sicuramente merito suo e dei suoi collaboratori. Ora a Santarcangelo vengono a chiedere di poter far parte delle nostre squadre; onestamente prima dell’avvento di Paolo Carasso non era mai successo nulla del genere. Il suo approdo in terra Clementina ha fatto crescere in maniera esponenziale il gruppo di allenatori, sta lentamente nascendo una scuola di tecnica e di pensiero sul basket: il tutto a beneficio delle nostre giovanili.
Paolo però è prima di tutto è un amico, capace - dopo anni di incomprensioni che avevano avvelenato l'ambiente del basket giovanile delle nostre zone - di ricreare una sinergia importante. Da Santarcangelo abbiamo attivato un "circolo virtuoso" che coinvolge molteplici società della provincia di Rimini: Insegnare Basket, Stella, Malatesta, Bellaria, Miramare, ABC, Ariminum, Happy Basket, Cattolica. Un vero "asse sinergico" fondato sulla collaborazione progettuale e concreta dopo anni di divisioni e particolarismi.
Paolo Carasso è un grande professionista, la palestra è il suo habitat. Non nega un consiglio a nessuno, nemmeno a noi, "umili dilettanti"... E' un istruttore-allenatore di pallacanestro tra i migliori d’Italia, ed io mi sento onorato ad averlo con noi. Grazie a lui il basket a Santarcangelo è entrato nell'elite delle realtà a livello giovanile più importanti e credibili di una regione cestistica come l'Regione Emilia-Romagna. Per questo credo che un ragazzo che "sogna pallacanestro", con noi possa tradurre i sogni in realtà.
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Perchè un genitore deve iscrivere il suo ragazzo al nostro settore giovanile?
Semplice, perché la nostra non è solo una scuola di pallacanestro, ma anche una scuola di vita. Il "maestro" Claudio Papini mi ricordava sempre: "Noi siamo istruttori ed educatori prima che allenatori". Ecco, questo è il messaggio cui teniamo di più, il messaggio che vogliamo trasmettere ai nostri allenatori.
Il nostro obbiettivo è quello di "creare giocatori di pallacanestro". Ma quando dico "giocatori di pallacanestro" intendo giocatori non solo professionisti, ma anche semi professionisti o dilettanti, giocatori che possano giocare a qualsiasi livello.
Per me tutti questi atleti rientrano nella categoria di giocatori. Ma qualsiasi sia la categoria i nostri atleti devono avere una caratteristica in comune: il rispetto delle regole.
I nostri tesserati devono crescere rispettando le decisione arbitrali, le decisioni tecniche dell'allenatore, le decisioni della società, e nello stesso tempo devono sapere che il lavoro in palestra e il loro miglioramento individuale deve avvenire tramite e insieme al gruppo in cui giocano.
Ecco, un genitore deve sapere che noi curiamo questi aspetti, che non siamo in palestra solo per far correre e divertire i loro figli, come spesso sentiamo dire, ma abbiamo anche un aspetto educativo ben presente: un percorso di crescita che vogliamo affrontare insieme ai loro figli.
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